Dose di latte della rispettiva madre (LRM) – Risultati di iniziazione efficaci

Una dose elevata e l'esposizione prolungata al LRM sono interventi a basso costo che riducono l'incidenza di comorbidità croniche come l'entercolite necrotizzante (NEC), la sepsi tardiva e la displasia broncopolmonare (BPD) nei neonati delle UTIN. Questi risultati possono essere raggiunti mediante interventi basati sull'evidenza che supportano un'iniziazione efficace.

A newborn baby is fed own mothers milk with the help of a feeding tool.

Che cosa si intende con dose di LRM?

La dose di LRM si riferisce alla percentuale (%) o alla quantità (ml/kg/giorno) di poppate orali composte dal latte della rispettiva madre (LRM) .1

Per i neonati prematuri la dose (ml/kg/giorno) deve essere calcolata per periodi specifici:

  • Ogni giorno di ricovero in ospedale

  • Periodi critici: Primi 0–14 giorni, da 0–28 dopo il parto1

Nelle UTIN, la dose di LRM è una misura qualitativa più accurata per l'uso del latte umano rispetto ai tassi di allattamento al seno al momento della dimissione.1

Perché la dose di LRM è importante?

Il latte della rispettiva madre (LRM) è un intervento medico nella UTIN che offre vantaggi superiori rispetto al latte umano donato (LUD) pastorizzato e al latte bovino in polvere.2,3

Esiste una relazione dose-risposta tra la quantità di LRM ricevuta dai neonati prematuri e il rischio di morbilità cliniche.4

Dosi elevate di LRM sono interventi a basso costo che riducono il rischio di enterocolite necrotizzante (NEC),5-8 sepsi tardiva,9,10 displasia broncopolmonare (BPD),11 retinopatia della prematurità (ROP)12,13 e ospedalizzazione prolungata.13,14

Come ottimizzare la dose di LRM

 

  • Assicurarsi che i grafici/registri relativi all'alimentazione dei neonati nelle UTIN definiscano la composizione e il volume di ogni nutrimento con LRM:LUD:latte in polvere. 
  • Documentare il volume giornaliero di LRM/LUD/latte in polvere e il metodo di somministrazione (ad es. enterale) per i primi 28 giorni di vita del neonato. 

  • Formare regolarmente il personale sul valore dell'ottimizzazione della dose e dell'esposizione al LRM per i neonati ricoverati nelle UTIN e riguardo al suo impatto significativo nella riduzione delle comorbidità neonatali. Per ulteriori informazioni, guarda il video "Healthy Brain, Healthy Body, Wealthy Society" della Prof.ssa Paula Meier.

  • Fornire al personale una formazione sul valore e sull'uso del latte umano donato come ponte per evitare il latte bovino in polvere, fornendo al contempo alle madri dei neonati ricoverati nelle UTIN un supporto alla lattazione per un'iniziazione efficace.

  • Supportare il confronto con i genitori sull'importanza della dose di LRM per il loro bambino, in modo che le madri delle UTIN siano informate e abbiano la possibilità di estrarre il latte precocemente e di frequente.

Come monitorare la dose di LRM

Raccogliere e rivedere i dati sull'alimentazione del bambino dalle cartelle elettroniche o dalle tabelle di alimentazione per i primi 28 giorni dopo il parto: 

Caricare i registri di alimentazione del neonato sullo strumento di raccolta dati per misurare:

  • la percentuale di somministrazione giornaliera di LRM/LUD/latte in polvere; 

  • la percentuale di neonati ricoverati nelle UTIN che ricevono il 100% di latte umano (LRM/LUD). 

Integrare le riunioni mensili di monitoraggio e valutazione per esaminare i dati, identificare le aree di conformità e i punti temporali specifici per le aree di miglioramento, al fine di aumentare il volume e la dose di alimentazione giornaliera del LRM per i neonati.

Condividere i risultati con il reparto maternità per adottare un comportamento e un cambiamento nella pratica a sostegno di un'iniziazione efficace della lattazione e dell'aumento di volume.

Bibliografia

1 Bigger HR et al. Quality indicators for human milk use in very low-birthweight infants: are we measuring what we should be measuring? J Perinatol. 2014; 34(4):287–291.

2 Meier PP et al. Evidence-based methods that promote human milk feeding of preterm infants: An expert review. Clin Perinatol. 2017; 44(1):1–22.

3 Meier P et al. Donor human milk update: evidence, mechanisms, and priorities for research and practice. J Pediatr. 2017; 180:15–21.

4 Meier PP et al. Human milk in the neonatal intensive care unit. In: Family Larsson-Rosenquist Foundation, editor. Breastfeeding and breast milk - From biochemistry to impact: A multidisciplinary introduction. 1st ed. Stuttgart: Thieme; 2018.

5 Sisk PM et al. Early human milk feeding is associated with a lower risk of necrotizing enterocolitis in very low birth weight infants. J Perinatol. 2007; 27(7):428–433.

6 Johnson TJ et al. Cost savings of human milk as a strategy to reduce the incidence of necrotizing enterocolitis in very low birth weight infants. Neonatology. 2015; 107(4):271–276.

7 Sullivan, S. et al. An exclusively human milk-based diet is associated with a lower rate of necrotizing enterocolitis than a diet of human milk and bovine milk-based products. J Pediatr. 2010; 156(4):562–567.

8 Alshaikh B et al. Effect of a Quality Improvement Project to Use Exclusive Mother's Own Milk on Rate of Necrotizing Enterocolitis in Preterm Infants. Breastfeed Med. 2015; 10(7):355–361.

9 Patel AL et al. Impact of early human milk on sepsis and health-care costs in very low birth weight infants. J Perinatol. 2013; 33(7):514–519.

10 Hylander MA et al. Human milk feedings and infection among very low birth weight infants. Pediatrics. 1998; 102(3):E38.

11 Patel AL et al. Influence of own mother's milk on bronchopulmonary dysplasia and costs. Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed. 2017; 102(3):F256-F261.

12 Hylander MA et al. Association of human milk feedings with a reduction in retinopathy of prematurity among very low birthweight infants. J Perinatol. 2001; 21(6):356–362.

13 Johnson TJ et al. Economic benefits and costs of human milk feedings: a strategy to reduce the risk of prematurity-related morbidities in very-low-birth-weight infants. Adv Nutr. 2014; 5(2):207–212.

14 Hair AB et al. Beyond Necrotizing Enterocolitis Prevention: Improving Outcomes with an Exclusive Human Milk-Based Diet. Breastfeed Med. 2016; 11(2):70–74.